L’orientamento comincia da quando siete ancora sulla terraferma oppure sulla barca e comunque…
...sempre prima di immergervi

Dalla superficie

Guardatevi attorno e cercate di “visualizzare” l’immersione che seguirà.

Quali sono le caratteristiche salienti del luogo ? C’è una parete a picco oppure un promontorio che sporge dalla parete e si inabissa ?
C’è un fondale piatto con una secca che
si innalza ?

Le forme della terraferma normalmente continuano una volta immersi in acqua e mantengono la stessa direzione di partenza. Una parete a picco sull’acqua solitamente indica un’analoga parete sotto così come un dente di roccia che si protende e si inabissa solitamente costituisce una dorsale sommersa.

Anche il colore dell’acqua fornisce utili indicazioni soprattutto relative alla profondità ed alla composizione del fondale ovvero sabbia, roccia o alghe.

Prendetevi un po’ di tempo per fissare nella vostra mente questo panorama fuori dall’acqua in maniera tale che la vostra memoria possa facilmente essere sollecitata una volta immersi. Inoltre descrivere il luogo sulla vostra lavagnetta subacquea vi aiuterà a ricordarlo meglio anche se non guarderete la lavagnetta in immersione.

Adesso focalizzate l’attenzione sui segnali direzionali che potrebbero essere visibili anche da immersi. Dov’è il sole e dove sarà tra un’ora ? Anche il fronte delle onde e la direzione saranno visibili da sotto l’acqua. Quale direzione hanno ? Normalmente le onde seguono il vento ma potrebbero girare se vi trovate nei pressi di un promontorio o un isola. Anche la corrente è facile da sentire sott’acqua; qual è la sua direzione ?

 

Attenzione però ai riferimento di corrente che spesso ma non sempre seguono le onde e potrebbe cambiare in relazione al cambio di marea, alla profondità ed è difficile da focalizzare dalla superficie. Per identificare una corrente verificate che intorno alla cima o catena dell’ancora non via siano piccoli mulinelli di acqua oppure calate una cimetta con un piccolo peso.

 

Adesso impressionate nella vostra mente tutti questi riferimenti direzionali oltre alla panoramica della zona di immersione. Disegnate delle frecce direzionali sulla vostra lavagnetta indicanti la direzione del sole, delle onde e della corrente di superficie. Prendete la vostra bussola e puntatela verso il punto sul quale vi immergerete ed annotatene i gradi. Una rotazione di 180° rispetto a quel riferimento sarà la rotta reciproca che dovrebbe condurvi all’imbarcazione. Aggiungete sulla vostra lavagnetta anche una freccia che vi indica il NORD magnetico rilevato attraverso la bussola mentre siete ancora  sulla barca.
Tenete in considerazione che tutti questi riferimenti annotati hanno lo scopo di migliorare la memorizzazione degli stessi e non certo quello di doverli controllare costantemente durante l’immersione.

A seguito di ciò pianificate la vostra immersione. Decidete l’itinerario subacqueo da seguire e quale direzione prendere per rientrare alla barca. Sovrapponete ora questa pianificazione alle caratteristiche morfologiche della località che avete appena memorizzato. Certamente, fatto tutto questo, avrete meno possibilità di perdervi piuttosto che entrare in acqua alla cieca ed affidarsi all’intuito.

Raggiungete il fondo

Per aiutarvi a mantenere la visualizzazione dell’area memorizzata poco prima, iniziate la discesa a testa in alto rivolgendo lo sguardo fisso in un’unica direzione. Una discesa a testa in basso tende a causare vertigine e disorientamento.

Una volta raggiunto il fondo, controllate la vostra bussola per verificare che la direzione del vostro sguardo sia rimasta inalterata. Tale direzione deve essere la stessa che avevate quando dalla barca osservavate l’area di immersione.

E adesso: dov’è il sole ? Qual è la direzione delle onde ? Guardate in basso e verificate la direzione delle increspature della sabbia. Controllate la profondità dell’ancora. Ricordate  che questo riferimento è importantissimo per rilevarla al ritorno. Controllate ora il panorama intorno a voi e cercate di memorizzare qualche caratteristica saliente.

Verificate se c’è corrente e qual è la sua direzione. A questo punte integrate tutte queste informazioni con quelle assunte e memorizzate in superficie.

 

Nel blu

Qualche volta per raggiungere il punto di immersione dovete pinneggiare sott’acqua, allontanandovi dalla parete o dalla barca. Magari durante questo tragitto trovate solamente posidonie o sabbia. Per aiutarvi a trovare la direzione della barca per il rientro, contate le pinneggiate necessarie per raggiungere il punto di immersione. Potete anche visualizzare la bussola ed annotare per quanti gradi state nuotando. Al rientro, anche se non siete sulla esatta direttrice dell’ancora ma avete effettuato una rotta bussola reciproca e contato lo stesso numero di pinneggiate, sarete sicuramente sufficientemente vicino alla barca.

Guardatevi indietro

Prima che la carena della barca e la catena dell’ancora spariscano dalla vostra visuale, fermatevi e giratevi per controllare come dovrebbe apparire la scena del luogo al vostro rientro. Utilizzate i riferimenti direzionali per memorizzare meglio questa fase ovvero le caratteristiche del fondo, la direzione del sole e delle onde. Anche se il fondale può apparire piatto e privo di riferimento, se lo guardate attentamente troverete sicuramente qualcosa di interessante da memorizzare. Naturalmente tutto ciò diventa utile se rientrate sull’ancora esattamente seguendo la stessa direzione dell’andata.

Trovate un punto di riferimento

Una volta raggiunta la testa del reef, della secca, del relitto….insomma l’inizio del punto esatto di immersione, trovate su questo un punto di riferimento al quale fare capo per la direzione del rientro verso la barca. Questo punto non deve essere immenso; è sufficiente memorizzare un piccolo gruppo di rocce, un cespuglio di posidonia e se proprio non trovate nulla potete prendere quale pietruzza dal fondo e posizionarla in modo da rammentarvi la zona. Ancora una volta…guardate la direzione dalla quale siete venuti.

Punti di riferimento reali

Se state facendo esplorazione di nuovi luoghi di immersione potrebbero servirvi dei punti riferimento “reali” ai quali affidare tutte le vostre precedenti visualizzazioni. Controllate quindi spesso la vostra direzione con la bussola e riferitela al vostro piano di immersione per verificare se è quella giusta (uno sbaglio di pochissimi gradi non è rilevante). Controllate anche la profondità, in relazione a quella dell’ancora dalla quale siete partiti. Annotate il tutto sulla lavagnetta. Questa procedura attuata ad intervalli regolari vi farà prendere familiarità con un nuovo luogo di immersione.

Rientro alla barca

Sia che voi ritroviate la strada corretta oppure facciate una nuovo itinerario, le pinneggiate fatte per rientrare all’ancora dovranno essere estremamente accurate per quanto riguarda il controllo della direzione in quanto l’obbiettivo questa volta (la cima dell’ancora) è veramente piccolo ed invisibile rispetto alla secca che cercavate all’inizio dell’immersione. Prendetevi un attimo di tempo per verificare l’esattezza della direzione prima di iniziare il rientro.

Controllate i riferimenti naturali ovvero la posizione del sole, direzione delle onde, increspature della sabbia, corrente etc. Fate una comparazione di questi riferimenti con la vostra bussola.

Quando siete sicuri che la direzione è quella giusta cominciate a pinneggiare. E’ meglio effettuare una lieve correzione di rotta sul rientro piuttosto che intraprendere una direzione completamente sbagliata. Se la barca non compare dopo il numero di pinneggiate che avevate considerato all’andata (fatene al massimo un 10% in più) cercate immediatamente la profondità alla quale era posizionate l’ancora e continuate seguendo il profilo del fondo. Se ancora non trovate l’imbarcazione sarà meglio che riemergiate (adottando tutte le cautele necessarie) e controllate visivamente.

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