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LA MUTA STAGNA di
Antonio Carbone - Poggisub Bologna Nella prima parte abbiamo visto i tipi di muta stagna ed i materiali utilizzati per confezionarle. Prossimo argomento, prima di addentrarci nella
trattazione dell’uso e delle applicazioni, sarà quello di considerare qualità,
posizione e funzionalità di accessori indispensabili quali il sottomuta, le
cerniere, le valvole e le guarnizioni di tenuta. SOTTOMUTA Esistono quattro tipi base di sottomuta : Il sottomuta costituito
dal "mi metto tutto quello che ho "
(mutandoni del nonno, maglioni, calzamaglia della zia e, perché no, il piumino
da sci ).
CERNIERE STAGNE Le cerniere stagne sono, in linea di massima, quasi
tutte di buona qualità ed affidabilità. La posizione migliore della cerniera è quella che dà
la migliore garanzia di vestibilità e di protezione da possibili danni. Le
posizioni più diffuse sono: da spalla a spalla Per eventuali immersioni prolungate e per
l'espletamento delle funzioni fisiologiche esistono cerniere stagne di 23 cm. di
lunghezza da applicare nella posizione più adatta. VALVOLE
Le prime consentono di esser tarate per scaricare
automaticamente quando la pressione interna dell’aria aumenta a causa di una
diminuzione di profondità o di un eccessivo gonfiaggio. Le altre richiedono invece sempre l’intervento
manuale del subacqueo. Questo tipo di valvole viene comunemente impiegato nelle
mute di neoprene espanso dove, a causa dell’elasticità stessa del neoprene,
la valvola automatica non sarebbe in grado di rilevare la sovrapressione. In ogni caso una cosa è certa: pochissime sono le
valvole presenti sul mercato, soprattutto quelle di scarico, di sicura
funzionalità ed affidabilità. GUARNIZIONI DI TENUTA Le guarnizioni di tenuta (polsini, collarini e
cappucci ) sono generalmente in neoprene monofoderato per le mute stagne in
neoprene ed in lattice di gomma negli altri tipi di mute. DIFFERENZE NELL'USO E NELLE APPLICAZIONI DEI
VARI TIPI DI MUTE STAGNE Nelle considerazioni che si faranno vengono prese a
paragone stagne dei vari tipi che rispondono per intero alle caratteristiche di
qualità e sicurezza che il mercato professionale ed il mercato costituito da
sportivi seri e competenti richiede. Considereremo in successione i punti favorevoli e
sfavorevoli di ogni muta: sia per quanto riguarda l'uso che per la diversità di
applicazioni. COIBENZA
TERMICA Una muta stagna in neoprene, a parità di sottomuta
usato garantisce senz'altro una più favorevole protezione termica almeno fino
ad una profondità di immersione di circa 20 metri. D'altronde, usando una muta stagna in neoprene, sarà
necessario incrementare il volume interno di aria, proporzionalmente al
diminuire del volume del neoprene, al fine di mantenere il giusto equilibrio
idrostatico. Per contro una muta stagna in tessuto, pur non
garantendo di per sé alcuna protezione termica, tuttavia se usata con un
sottomuta qualitativamente e quantitativamente corretto, creerà un sistema
stagno-coibente assolutamente invariabile ed indipendente dalla profondità di
immersione raggiunta. SICUREZZA Bisogna innanzitutto puntualizzare che la sicurezza
dipende per il 70% dalla perizia dell'operatore e per il rimanente 30% dalla
scelta della muta stagna usata. Tuttavia esistono degli indiscutibili
"fattori di rischio'' che è indispensabile conoscere e prendere in
considerazione per fronteggiarli adeguatamente. Li analizziamo di seguito uno per uno confrontandoli
immediatamente tra le due soluzioni possibili: PALLONATE E' questo il rischio più "pubblicizzato"
delle mute stagne qualora vengano usate con imperizia o perché corredate da
valvole di qualità scadente. Tale rischio viene ovviato a priori con la scelta di
una muta qualitativamente adeguata, quindi con l'uso corretto della zavorra e di
conseguenza delle quantità d'aria immesse, che dovranno servire unicamente a
creare un’intercapedine minima tra muta e corpo. Ciò nonostante questo tipo di rischio è
percentualmente maggiore nelle mute stagne in neoprene in quanto, come già
detto, l'immissione di una quantità d'aria superiore al voluto diventa una
necessità a causa della perdita di spessore del neoprene.
CAPOVOLGIMENTI NON VOLUTI La risalita a gambe in alto è un rischio proprio dei
principianti. Tale probabilità è praticamente inesistente con mute stagne in
tessuto in quanto, se l'operatore ha avuto cura di riempire adeguatamente le
gambe di sottomuta non esiste nel tessuto medesimo l'elasticità necessaria per
lasciar posto a quantità d'aria indesiderate. Il neoprene, invece, possedendo un modulo elastico
decisamente alto, necessita di una maggiore attenzione nel momento in cui la
posizione dell’operatore dovesse essere quella a "testa in giù". In
ogni caso è sufficiente raccogliere le ginocchia al petto per riacquistare la
posizione verticale e scaricare l’aria in eccesso.
ALLAGAMENTO La differenza tra una muta stagna allagata in neoprene
e una muta stagna allagata in tessuto è assolutamente insignificante per quanto
riguarda la sicurezza, mentre è favorevole al neoprene per quanto riguarda la
coibenza termica. In caso di allagamento, la possibilità da preferire, valida
per entrambi i tipi di muta, è quella di risalire con l’ausilio del GAV. L'unica differenza sostanziale sta nella possibilità
di sgancio della zavorra: mentre con una muta in tessuto, nell'eventualità di
allagamento totale, ciò è possibile ed anzi auspicabile, con una muta di
neoprene è invece assolutamente da evitare poiché, considerato il recupero di
spinta di galleggiamento del neoprene durante la risalita, si incorrerebbe in
una sicura pallonata durante gli ultimi 15-20 metri.
OPERAZIONI DI ZAVORRAMENTO Zavorrarsi correttamente è fondamentale per un buon
utilizzo della muta stagna. In generale bisognerà aggiungere dai 3 ai 6 chili
in più rispetto alla muta umida. Tale quantità varierà a seconda
dell’assetto individuale, del tipo di muta stagna usata, dalla giusta misura
della muta stessa, dal tipo di bombola, ma soprattutto dal tipo di sottomuta. MANUTENZIONE
E RIPARAZIONI La manutenzione di una muta stagna non richiede
particolari attenzioni, ma delle semplici operazioni, attenendoci alle quali
eviteremo deterioramenti precoci. Dopo ogni immersione la muta va controllata e sciacquata con particolare attenzione per valvole e cerniera.
Le riparazioni sono più semplici nelle mute stagne in
tessuto, infatti il neoprene bifoderato non consente una rapida riparazione in
quanto bisogna attendere che la muta sia perfettamente asciutta; e ciò
significa ore di attesa. Nel tessuto l'individuazione visiva è praticamente
immediata e la conseguente riparazione è fattibile anche a muta indossata, dopo
pochi minuti e con estrema semplicità. Anche la sostituzione della cerniera e delle guarnizioni di tenuta risulta estremamente più pratica e veloce nelle mute in tessuto con un evidente risparmio nei costi di manutenzione. |