LA FOTOGRAFIA SUBACQUEA DIGITALE
(quarta parte)


Diamo ora un’occhiata alla post-produzione ovvero alle modifiche computerizzate che possono migliorare notevolmente i nostri scatti tenendo sempre presente di non utilizzare sistemi e modifiche tali da far palesemente sembrare artefatte o false le immagini.
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di Antonio Carbone
(tradotto, adattato e foto prelevate da Divernet.com)



ALCUNI PURI DELL’IMMAGINE ANALOGICA considerano la possibilità di modificare le immagini digitali come una distorsione totale quasi come una sorta di “falso”. Certamente anche la foto digitale viene sempre modificata anche perché se si fate caso, quello che vedete in immersione non è mai la stessa cosa che viene poi riprodotta in un’immagine, anche analogica. Per anni tutti i fotografi “tradizionali” hanno sapientemente utilizzato le DOPPIE ESPOSIZIONI, SPECIALI ILLUMINATORI, SUPER GRANDANGOLI E FILTRI COLORATI per non parlare poi degli svariati ritocchi in camera oscura.
Il mondo del digitale è decisamente più facile ed immediato e la vostra collezione di immagini viene limitata esclusivamente dalle dimensioni della memory card e dalla durata delle batterie della macchina fotografica.
Naturalmente non dovere lasciar giacere le immagini sul vostro hard disk per poi guardarle raramente perché oggi esistono svariate forme e sistemi di mostrare le immagini agli amici: potete “montarle” in video CD o DVD ed esibirle sul vostro schermo televisivo, oppure attraverso un computer portatile ed infine attraverso le cornici digitali o gli Ipod.
Tutto questo naturalmente impone un po’ di ordine nella catalogazione e nella cura delle immagini.

SELEZIONE
In un precedente articolo vi abbiamo detto di scattare un numero elevato di immagini mentre siete in immersione ma questo non significa doverle salvare tutte !!
Trasportate le immagini sul PC e guardatele attentamente sforzandovi di gettare quelle che proprio sono “impossibili” da guardare o da correggere.
Per un determinato soggetto, cestinate tutte quelle che sembrano proprio brutte conservandone almeno una: fate in modo che le foto che conservate possano essere “corrette” quindi prediligete quelle leggermente sottoesposte e nel dubbio, fate scegliere ad un vostro amico.

 

Nome, grado e numero seriale
Se andate in Mar Rosso e pensate di portare a casa 1.500 scatti è certamente meglio creare un file su PC chiamato Mar_Rosso_2008. Oltre a ciò risulta indispensabile dividere le foto in varie cartelle/categorie: relitti, subacquei, pesci, terra etc.    
La soluzione a tutto questo viene chiamata “meta-informazione”: in ogni fotografia digitale scattata sono incluse una seie di informazioni tra le quali la data, il nome della macchina, l’apertura del diaframma, la velocità dell’otturatore, la distanza focale, la risoluizione etc.
La genialitò di tutto ciò è che le meta informazioni possono venire utilizzate come un database ed ogni dato può venire catalogato e successivamente cercato ed individuato da svariati software.  Potete altresì indicizzare le immagini se disponete di un sistema operativo tipo Windows XP. La maggior parte degli archivi e delle indicizzazioni hanno una funzione che permette di visualizzare le thumbnail in miniatura delle varie foto rendendo semplice e rapida la loro localizzazione. Pertanto le vostre 1.500 foto potranno venire archiviate in un file chiamato Mar_Rosso_2008 ed allo stesso tempo venire indicizzate con tutti i loro dettagli specifici.


ORGANIZZAZIONE
A questo punto selezionate per tipologia le immagini e nominatele all’interno di una cartella. In questo modo sarà più facile produrre un CD con le immagini da far stampare da un fotografo oppure pubblicarle su un sito. Potete creare degli screensaver, sfondi per il PC o per il cellulare, tutto dipende dalla vostra fantasia e dal vostro PC. Ricordate prima di manipolare una foto di creare una copia e mantenere salvo l’originale. Per evitare errori potete applicare alle proprietà dell’immagine in originale la “SOLA LETTURA” evitando quindi una accidentale modifica. Create sempre dei backup su CD o DVD.


CORREZIONI
Fare fotografie in immersione è un’arte molto difficile. Non avete sotto controllo tutto quello che ha un fotografo professionista in uno studio. Egli può disporre di luce, sfondo e posizionamento tranquillo … voi no.
Per questo motivo le vostre immagini avranno sempre qualche “sbavatura” o qualche “imperfezione”.
Naturalmente le immagini potranno essere corrette ma dovete comunque porvi una serie di domande ed analizzare gli scatti che avete fatto per poterne fare sempre dei migliori alla fonte. Cercate di imparare dai vostri stessi errori. 
Con un po’ di attenzione vi accorgerete che sarete in grado di ottenere fotografie sempre migliori.
Comunque per le correzioni potete affidarvi al programma che viene solitamente fornito con l’acquisto della macchina digitale. Diversamente se quel software non vi soddisfa potete utilizzare qualcosa di più professionale.
Tra i programmi raccomandati ricordiamo Photoshop e Paint Shop Pro oppure ACD See, Fotostation, Dreamweaver etc.. Le procedure ed i metodi di utilizzo possono variare pertanto sarà necessario studiare lo specifico programma di fotoritocco. A seguire vi indicheremo le 5 correzioni “madre” che possono essere effettuate sulle foto digitali e che potrete comprendere a prescindere dal programma di correzione che utilizzerete.


1. L’effetto neve (Backscatter)
Vi abbiamo già spiegato come evitare questo fastidioso effetto dovuto alla riflessione della luce del flash quando essa è parallela all’obiettivo. Vediamo ora come ridurre quelle fastidiose macchiette bianche. Il trucco più vecchio e conosciuto è quello di “scurire” la fotografia. Abbassando la tonalità non è che farete sparire completamente le palline ma sarete in grado di focalizzare l’attenzione di chi osserva sul soggetto principale. Un altro metodo efficace è utilizzare un dispositivo di correzione/clonazione presente in molti software grafici. Potete copiare una piccola parte di sfondo senza pallina bianca ed “incollarla” sopra ad ogni bollino presente. Più piccole saranno le particelle migliore verrà la correzione e sarà invisibile anche se il tutto è un po’ laborioso ma con un po’ di pratica diventerete veloci. Adobe Photoshop ha un tool che permette una funzione avanzata di clonazione. Questa funzione prende in considerazione la colorazione della struttura intorno all’area da correggere e rende il tutto più naturale.


2. Ridimensionare
La migliore costruzione dell’immagine viene certamente ottenuta all’attimo dello scatto. Sapete che riuscire ad essere il più vicino possibile al soggetto garantisce una migliore qualità nella luce e nel colore che si traducono in maggiori informazioni (pixel) utili per un successivo ridimensionamento dell’immagine stessa. Purtroppo, a volte, il vostro agognato soggetto appare troppo lontano e viene come confuso con il panorama circostante. In questo caso interveniamo con un ridimensionamento dell’immagine. Molte riviste, soprattutto nelle copertine ricorrono a questa “correzione” per esaltare i primi piani. Se vi sembrerà difficile scegliere o stabilire quale ridimensionamento o taglio dell’immagine scegliere, fatene diversi e fateli vedere ad un vostro amico chiedendogli un parere.


3. Contrasto
Il contrasto può essere riferito al colore così come un pesce di colore giallo ripreso con uno sfondo di acqua blu oppure ci si può riferire alle tonalità: la differenza di brillantezza che c’è tra ombra e luce. Se la foto è stata scattata in una giornata grigia, sia il soggetto che lo sfondo sembreranno come appiattiti e smorti perché le ombre non sono realmente “nere” ed i punti di luce non sono realmente bianchi. La soluzione è permettere al computer di evidenziare in risalto la scala dei colori. Con questa potete, se volete, rendere nere le parti in ombra e bianche quelle in luce. Molti software hanno questa funzione in “automatico”. Aumentando il contrasto si potrebbero notare numerosi pixel “guasti”. Questo effetto lo noterete solamente sul monitor del computer e sarà invisibile se la foto viene stampata. Molti programmi da PC ed anche alcune macchine fotografiche mostrano un grafico chiamato istogramma che sostanzialmente indica la sotto o sovraesposizione dell’immagine.


4. Bianco e Nero
Molti fotografi “creativi” lavorano con il bianco e nero. Con le macchine analogiche è obbligatorio decidere prima dello scatto quale rullino utilizzare: colore o bianco e nero mentre con la digitale lo potete decidere anche dopo. Anche le macchine digitali possono essere impostate per riprendere in bianco e nero all’origine ma è meglio mantenere il colore e cambiare alla fine su PC. Provate diverse tonalità di bianco e nero come il seppia o la scala di grigi. Potete addirittura creare immagini in bianco e nero con parti di colore all’interno. Alcune foto di relitti o con ampia angolazione e scarso contrasto possono tranquillamente venire convertite in bianco e nero ottenendo un impatto visivo decisamente migliore


5. Ritocchi o trucchi ?
Abbiamo visto come migliorare la qualità delle vostre immagini ma l’attuale tecnologia offre anche la possibilità di truccare completamente un immagine. Naturalmente vi sono semplici modifiche come quelle di ruotare un’immagine su se stessa per cambiarne la prospettiva ottica ma nella subacquea fate attenzione perché questa modifica lascia vedere la frusta degli erogatori provenire da sopra la spalla sinistra anziché quella destra. Deve comunque esistere una linea di “onestà” oltre la quale sarebbe bene non andare. Non è possibile, ad esempio, ritagliare l’immagine di un subacqueo ed incollarla in mezzo ad un branco di squali !! Oltretutto tali esagerazioni diventano immediatamente non credibili. A tutt’oggi esistono speciali competizioni nelle quali vengono premiate le “manipolazioni creative” delle immagini. Nonostante ciò la base delle immagini ritoccate artisticamente è sempre tecnicamente elevata e parte da materiale in RAW, molta pazienza e massima attenzione alla composizione dell’immagine stessa in fase di scatto.

 

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