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Le
macchine digitali stanno letteralmente soppiantando le
tradizionali reflex. Comprane una e ti accorgerai che non potrai
mai più fare un’immersione senza la tua digitale !!
di Antonio Carbone
(tradotto, adattato e foto prelevate da Divernet.com) FORSE
DEVI ANCORA COMPRARE UNA MACCHINA DIGITALE
O
forse ne possiedi già una ma la devi ancora portare
sott’acqua. O forse hai già fatto delle foto digitali in
immersione ma non sei stato soddisfatto dei risultati. E’ così:
per quanto sia semplice fotografare col digitale in terra,
quanto diverso ed un po’ più complesso fotografare
sott’acqua.
In questa serie di articoli cercherò di darti qualche
informazione su come utilizzare una digitale sott’acqua.
Adesso cominciamo con le basi ma più avanti ti introdurrò
nella conoscenza degli hardware, delle macchine, delle custodie
subacquee e degli accessori. Ti spiegherò anche alcuni trucchi
per ottenere delle foto sempre migliori sott’acqua e come
migliorarle ancora di più con il tuo PC.
Lo sviluppo delle digitali sta seguendo il “boom” della
telefonia radiomobile. Le macchine adesso hanno moltissime
funzioni, accessori e risoluzioni sempre più elevate; il tutto,
naturalmente con costi decisamente più bassi dalla loro
introduzione sul mercato.
Il digitale attrae molti fotoamatori subacquei che altrimenti
non avrebbero mai sperimentato la fotografia subacquea con
macchine tradizionali. Compri una macchina poco prima delle
vacanze, magari con il suo scafandro e la porti immediatamente
sott’acqua e … fotografi !!. Non è eccezionale !! (a parte
i rischi di allagamento !!) |
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Le card di memoria delle digitali sono di piccole dimensioni ma
di grande capacità. Scegli la card in relazione alla velocità
della tua macchina nel memorizzare l’immagine. Da questo
dipenderà la rapidità dello scatto successivo. Molte digitali
sono inoltre equipaggiate con un cavo per trasferire i dati al
PC ma le card di memoria possono anche venire lette in uno
speciale strumento che rende tutto più veloce.
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Una tipica macchina che usiamo per i nostri corsi D.U.P. Padi,
completa di custodia. La Olympus Mju 410 è da 6.0 megapixel. |
Nelle macchine tradizionali quello che risulta sensibile alla
luce, di fatto, è la pellicola. Nella macchina digitale invece
è un “chip”. Così come per la pellicola tradizionale la
qualità e la risoluzione sono elementi fondamentali. Le
macchine digitali sono state create con programmi interni che
trasducono le informazioni ricevute dal chip.
La zona di sensibilità e di registro della luce sulla maggior
parte di macchine digitali è inferiore che nelle macchine
standard ed in effetti le immagini tendono ad essere sfocate o
prive di colore attorno ai bordi. Per esempio con una buona
lente da 20 mm. montata su una macchina reflex tradizionale, con
una pellicola da 35 mm puoi creare immagini estremamente grandangolari
ma la stessa lente su una macchina digitale ha un campo di
immagine simile ad un 28 mm. o ad un 35 mm, in relazione al chip
interno.
Prendiamo ad esempio la prima macchina digitale con il chip
detto “full-frame” (campo pieno) che offre le stesse
immagini come per le tradizionali a pellicola. L’unico
problema è che questa macchina costa dai 4.000 ai 5.600 € per
il solo corpo macchina ! Nikon, ha risolto questo problema; produce una serie speciale di
lenti per macchine digitali fornite a costi abbastanza economici.
Il rapporto tra le dimensioni del chip e la lunghezza focale
della lente è decisivo. Sott’acqua la fotografia è basata su
una distanza abbastanza corta tra il soggetto ed il fotografo
per questo motivo le lenti grandangolari offrono grandi
vantaggi. Pochissime delle attuali macchine digitali possono
comparare le loro immagini con quelle ottenute da una macchina
standard equipaggiata con lente “fish-eye” (grandangolo
spinto). Fortunatamente possono offrire molti altri vantaggi. |
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I fotografi professionisti scelgono sempre lenti di alta
qualità.
Con prodotti più scarsi indipendentemente montati su macchina
standard o digitale, le foto saranno meno nitide.
Sulle macchine digitali la nitidezza delle immagini prodotta
dalle lenti è il punto di qualità definitivo. Le lenti
proiettano l’immagine del soggetto verso il chip che viene
ridotta a piccole dimensioni, cosa alla quale molti fotografi
sono abituati.
La maggior parte delle macchine non permettono al fotografo di
cambiare le lenti. Le digitali, invece hanno varie possibilità
tra le quali lo zoom o la possibilità di effettuare scatti
“macro” estremi.
Quali vantaggi offrono le macchine digitali sott’acqua
rispetto a quelle tradizionali ?
Il controllo immediato della fotografia è sicuramente il primo.
Imparare dai tuoi errori è molto importante nella fotografia
subacquea e più foto scatterai, più rapidamente perfezionerai
la tua tecnica.
Con la macchina digitale non dovrai aspettare a lungo per
esaminare le tue foto.
Puoi immediatamente visualizzarle sul display LCD mentre sei
ancora immerso o durante l’intervallo in superficie. Lo
schermo funziona sia come “mirino” sott’acqua che come
monitor e ti mostra sia durante che dopo le foto che hai
scattato.
Con una macchina tradizionale, prima di visualizzare i risultati
ottenuti, sarà troppo tardi per poter apportare modifiche e
spesso non ti ricorderai neanche come avevi effettuato quello
scatto.
Lo schermo LCD rende tutto estremamente più semplice
soprattutto in immersione.
Tienilo di fronte alla tua maschera e semplicemente allunga le
tue braccia in avanti. Guarda dentro lo schermo LCD,
“componi” la tua immagine e scatta. È veramente semplice
anche perché in immersione la luce del sole non renderà
difficile la visione del monitor LCD.
Se raggiungi il tuo ultimo scatto e ti trovi davanti ad una
spirale di barracuda illuminati dal sole con uno squalo balena
di passaggio, capirai i reali vantaggi della digitale !!
Il numero degli scatti è limitato solamente dal tipo di memoria
interna e dalla risoluzione scelta.
Potrai avere a disposizione oltre 100 scatti per ogni
immersione e potrai cancellare subito e sempre in immersione le
foto che non ti piacciono. Pertanto il rischio che la tua memory
card si riempia è molto raro.
Risparmierai
anche molti soldi. Le pellicole devono essere dapprima acquistate
poi portate allo sviluppo e successivamente scannerizzate o
stampate. Ogni rullino ha un costo di acquisto e questo lo devi
considerare. Le foto digitali costano solamente quando le vai a
stampare (costi simili a quelle tradizionali); potrai spedirle
via email ad esempio, montarle in una proiezione via PC con
Power Point o altri programmi simili o masterizzarle su CD o
DVD.
Anche se fai molte foto potrai aprire la custodia della digitale
solamente una volta al giorno e non dopo ogni immersione anche
perché ogni volta che apri la custodia puoi incrementare i
rischi di allagamento.
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Questa
foto è stata scattata senza flash a 15 mt. di fondo. L’acqua
è trasparente e la luce del sole è presente ma si notano solo
le tonalità blu.

I
colori vengono ricreati con l’uso del flash.

I vari CCD
chips sono molto più piccoli di una pellicola da 35 mm.
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Qualche volta potresti trovare sott’acqua situazioni
particolari quali, ad esempio, un delfino che mostra le sue
acrobazie o un pesce particolarmente cordiale. Questo ti farà
apprezzare di avere la funzione video sulla tua digitale.
Ci sono svariate possibilità per quanto riguarda la definizione
o la lunghezza del filmato ma tutte offrono comunque un'alternativa
eccezionale allo scatto "statico".
Altro vantaggio della digitale è quello di essere in grado di
compensare l’assorbimento di certi colori in immersione.
Questo è detto bilanciamento del bianco. Le digitali
solitamente hanno alcuni settaggi di base come ad esempio
“luce del sole” (daylight), nuvoloso (cloudy) o notturno
(night) ma il bilanciamento del bianco, su alcuni modelli, può
essere effettuato in manuale o pre-registrato
Devo comunque enunciare alcuni svantaggi delle digitali. Molti
modelli hanno il difetto dello scatto ritardato detto “shutter
lag” ovvero una pausa tra il momento nel quale spingi il
pulsante di scatto e la “cattura” dell’immagine. La
macchina deve fare svariati calcoli prima di acquisire lo scatto
e per questo parliamo di millisecondi che comunque possono dare
fastidio.
Il ritardo di scatto ha poca rilevanza se stai fotografando un
relitto ma quando questo avviene durante la foto di un pesce
pagliaccio che si muove nell’anemone potrebbe causare una
composizione della foto indesiderata (coda tagliata, senza muso
etc.). Eventualmente potrai imparare a scattare un attimo prima
di quando dovresti e ciò potrebbe migliorare il problema.
Inoltre le digitali non sono in grado così come le analogiche
di riprodurre fedelmente le ombre pastello vicine alla tonalità
bianca così come quando una foto viene sovraesposta.
I pulsanti e le regolazioni sono difficili da utilizzare quando
si usano guanti in neoprene.
Le batterie ? Le digitali “mangiano” le batterie e purtroppo
il monitor ti indica solamente il livello di carica ma non la
qualità delle stesse.
Oltre
a ciò ricorda che per un buon risultato finale devi scaricare
le foto su PC che abbia un monitor ad alta risoluzione.
Ogni manuale di fotografia subacquea ha un capitolo dedicato
alla spiegazione dell’assorbimento dei colori e della luce in
acqua evidenziando l’uso corretto di flash potenti.
Questo probabilmente è il maggior problema per un principiante
che si sorprende nel vedere le sue foto inondate di dominanti
blu o di palline bianche. L’acqua inoltre “filtra” e frena
terribilmente la luce della superficie che normalmente
costituisce la principale garanzia di di colore. In effetti i
colori cambiano in relazione alla profondità di immersione.
Anche nelle acque più trasparenti il rosso e il giallo
spariscono immediatamente se non usi il flash.
Con le digitali, il bilanciamento del bianco può
compensare alcuni di questi effetti ma l’utilizzo del flash
resta sempre la soluzione migliore. In scarsa luce o con
ombrature brillanti sotto la luce diretta del sole, molte
digitali attivano automaticamente il loro flash incorporato che,
sulla terra, offre una buona copertura.
Sott’acqua però non darà il massimo e la ragione è
che l’acqua è più densa dell’aria. Il flash cerca di illuminare l’acqua circostante e solitamente
“spara” sulle particelle presenti in sospensione. La macchina, pertanto, individua solamente queste
ultime che risultano
illuminate e le mostra come degli spot nell’immagine.
La soluzione è quella di utilizzare un flash separato
montato sulla digitale cosicché la luce arrivi di taglio
rispetto al soggetto oppure imparare a sfruttare al massimo i
controlli manuali, disattivare il flash, utilizzare la luce
ambiente ed effettuare una correzione post-scatto con un
software adeguato. Cosa più difficile a dirsi che a farsi e che
solitamente ti insegniamo nei nostri corsi facendoti fare molta
pratica.
Ci sono due modi nei quali una digitale controlla un
flash separato. Molte digitali hanno uno zoccolo ed un attacco
speciale per il flash ma la soluzione più elegante, semplice e
sicura sono i flash con radiocomando (servoassistiti) o con fibra ottica che
reagiscono immediatamente all’impulso del flash incorporato
della digitale. Vengono attualmente commercializzati da Ikelite,
Sea & Sea, Inon, Subtronic ed Epoque. Il flash della digitale,
in questo caso, non serve ad illuminare e pertanto viene
coperto con una speciale aletta all’interno della custodia.
I flash per le digitali non sono TTL (through the lens)
ovvero automatici. La potenza deve essere settata manualmente. Una ulteriore possibilità per scatti estremamente ravvicinati
è l’utilizzo di un illuminatore subacqueo potente. Questo renderà anche la composizione dell’immagine più
semplice potendo visualizzare la direzione del fascio di luce. |
La luce che appare come bianca ha numerose sfumature di bianco.
Il sole, una lampadina o una fluorescenza sembrano dare lo
stesso colore bianco, ma la differenza dei colori tra la luce
del sole e la luce di una lampadina è come tra la carta bianca
e la buccia di arancio mentre le lampadine ad incandescenza
danno una dominante di luce verde.
Tutte queste tre fonti di luce hanno caratteristiche di
luminosità diverse che il nostro cervello e le macchine
digitali sono in grado di interpretare. Un aggiustamento
automatico viene effettuato dalla maggior parte delle macchine
digitali quindi, normalmente, non dobbiamo pensarci in prima
persona.
La parte elettronica della macchina calcola il
bilanciamento del bianco limitando la separazione dei colori
nell’immagine.
Sott’acqua, il programma di bilanciamento del bianco di una
macchina digitale può sbagliare.
Su moltissime macchine potrai manualmente sistemare il controllo
del bianco. Mentre scatti una foto in acqua bassa, ad esempio, con la
luce del sole, potrai selezionare l’attributo “daylight”
(luce solare)
In acqua più profonda potrai ottenere colori più brillanti e
minore tonalità blue usando il settaggio "cloudy"
(nuvoloso) o qualcosa di equivalente. Alcune macchine offrono la
possibilità di pre-registrare il bianco anche alle varie
profondità (vedi Nikon Coolpix 7.9). E' molto semplice: basta
scegliere l'opzione e scattare una foto su una tabella bianca
non riflettente portata in immersione. Da quel momento in poi il
settaggio diventa automatico per quella condizione di luce. |

L’immagine
mostra la riduzione dei colori

Ecco
I vantaggi della digitale. La possibilità di bilanciare il
bianco e rendere I colori più vivi e naturali.
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Il chip di una digitale è composto da minuscoli elementi
sensibili alla luce chiamati pixel.
Alcuni chip con capacità di 2000 pixels in una direzione and
3000 nell’altra, vengono denominati 6 megapixel (2000 x 3000 =
6 milioni).
Il chip in sé non può distinguere la differenza dei colori in
quanto ha bisogno di separare questi 6 milioni di pixel in
almeno 3 categorie dando sensibilità rispettivamente per il
rosso, verde e blu.
Raramente il chip sfrutta tutta la sua potenza in quanto la
relazione tra le lenti ed il chip stesso non permette alla luce
di “registrarsi” completamente nel chip.
Quindi, in realtà, un chip da 6 megapixel alla fine risulta
equivalente ad 1 o 1.5 milioni di pixels.
Il chip registra i dati allo stato naturale che vengono
interpretati dal software presente nella digitale. La macchina
poi calcola la più alta risoluzione in base alle informazioni
che ha ricevuto. Il software incrementa la dimissione fisica
dell’immagine prendendo in esame una sezione incrociata dei
pixel di contorno e li sistema a modo suo riformando
un’immagine la più simile all’originale. Questo sistema
viene chiamato “interpolazione”. I programmi che processano
le immagini su PC come Photoshop utilizzano un metodo simile.
Utilizzati correttamente possono ingrandire le immagini
conservandone la qualità.
Per questo motivo quando si comparano delle digitali non bisogna
farlo tenendo conto solamente dei megapixel. Una digitale con
molti pixel potrebbe risultare meno performante di una con minor
numero di pixel; tutto dipende dalle prestazioni del software
interno. Il miglior parametro è quindi quello di effettuare
degli scatti di prova con una e con l’altra camera. |
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Pixels
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150dpi
stampa
(Uso
personale)
|
300dpi
stampa
(Professionale)
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1 MP
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22 x 16 cm
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11 x 8 cm
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2 MP
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27 x 20 cm
|
13 x 10 cm
|
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3 MP
|
34 x 26 cm
|
18 x 13 cm
|
|
4 MP
|
39 x 28 cm
|
20 x 15 cm
|
|
5 MP
|
44 x 33 cm
|
22 x 16 cm
|
|
6 MP
|
48 x 35 cm
|
24 x 18 cm
|
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