Quali
delle seguenti sgradevoli esperienze subacquee avete già fatto ?
Per
molti sub la risposta esatta è la f) per una
semplice ragione: tutti noi abbiamo fatto brutte immersioni. Il segreto,
comunque, è quello di perseverare e di immergersi frequentemente aumentando
l’esperienza e la conoscenza. Sarebbe bellissimo se, tutte le volte, tutto
funzionasse alla perfezione ma questo, con la subacquea, non è proprio
compatibile. Analizziamo ora le 10 cause principali responsabili di brutte
immersioni. Se sarete in grado di eliminarle o imparerete a gestirle,
eliminerete anche la domanda che frequentemente vi ponete: ma chi me lo fa
fare !?! 1) Respirazione non correttaIl
problema – Spesso gli
Istruttori ed i testi dicono: "...respirate in modo normale e
continuativo, senza trattenere mai l’aria...". Respirare
sott’acqua non è però una cosa del tutto “normale” o “naturale”;
è l’adattamento più significativo che il nostro organismo e la nostra
psiche devono affrontare. La pressione dell’acqua ed i meccanismi
dell’erogatore creano sott’acqua una sorta di “resistenza” alla
respirazione. Insomma respirare sott’acqua è sostanzialmente un
“lavoro” e come tale deve essere “pensato” ed eseguito al meglio.
L’obbiettivo dunque è una respirazione lenta profonda e rilassata con una
esalazione abbastanza profonda. Ricordatevi – Sulla terra la normale respirazione è rapida ed istintiva mentre sott’acqua deve essere “pensata” e trasformata in inspirazioni ed esalazioni profonde con una brevissima e naturale pausa tra le due fasi. Il giusto ritmo e modo di respirare è la caratteristica base che contraddistingue un sub esperto da un novizio che, solitamente, consuma moltissima aria. Le vie aeree di un sub rilassato si autoventilano quindi la famosa “pausa” durante il ciclo respiratorio in realtà diventa un qualcosa di estremamente naturale e di conseguenza non pericoloso. Ad ogni modo seguite le seguenti raccomandazioni per evitare sovradistensioni polmonari:
Ricordatevi
– un grande vantaggio per rendere facile e rilassante un immersione lo
otterrete utilizzando ottimi erogatori e mantenendoli efficienti.
2)
Scarso Controllo dell’Assetto
Il problema
– L’incapacità a rimanere neutri ed in modo rilassato è un’altra
caratteristica che contraddistingue il sub esperto dal novizio il quale
solitamente si muove in continuazione, agita le braccia, divora l’aria,
vede poco durante l’immersione e di conseguenza si diverte poco. Il
controllo dell’assetto comincia dalla scelta del GAV che deve essere della
giusta misura, vestire comodo ed avere la spinta di galleggiamento
necessaria in relazione alle attrezzature, alla pesata ed alla stazza fisica
del subacqueo. Ricordatevi
– Un altro segreto per l’assetto sta nella corretta pesata. Dovreste
indossare solamente i chili necessari a garantirvi la neutralità durante la
sosta di sicurezza in fase di risalita, considerando 50 bar d’aria nella
bombola e GAV completamente scarico. Il risultato sarà che inizierete
l’immersione leggermente negativi. Lo stretto necessario per compensare il
successivo consumo di aria sott’acqua. Ricordatevi
– Un corretto controllo dell’assetto richiede anticipazione. Non appena
scendete più profondi dovete aggiungere subito un po’ d’aria al GAV e
se vi accorgete che state risalendo dovete scaricarlo. In ogni caso sarà
necessario attendere qualche istante prima che la variazione di assetto sia
efficace e solo dopo potrete effettuare altri micro aggiustamenti. Più vi
proteggerete termicamente (muta umida 8 mm. o stagna), maggiore sarà
l’aggiustamento da effettuare. Ricordatevi – L’assetto può anche essere regolato “di fino” utilizzando i polmoni. Da 1,3 a 3,7 chili di spinta positiva sono disponibili nei vostri polmoni senza forzare la respirazione. Semplicemente inspirando più a fondo piuttosto che normalmente potrete risalire, così come esalando completamente potrete scendere. Il volume polmonare è in grado di fornirvi un facile assetto positivo se desiderate risalire di qualche metro tanto per superare una sporgenza rocciosa per poi ridiscendere alla quota precedente. Il tutto ovviamente senza utilizzare il GAV.
Ricordatevi
– Una serie di test tecnici hanno stabilito una graduatoria di merito
relativa alla propulsione delle pinne ovvero: 1. U.S. Divers Blades & Mares Plana Avanti Quattro 4) Scarsa
preparazione fisica
Il
Problema – Qui si considerano sia
i fattori fisici che mentali. Gli “stravizi” quali cibo, fumo, alcool o
droghe nella serata prima dell’immersione sono stati la causa di svariati
incidenti accertati. Anche i problemi cardiaci rappresentando un terzo delle
cause di problemi subacquei. Ricordatevi – Siate onesti e sinceri, almeno con voi stessi. Volete divertirvi in discoteca o fare immersioni quando andrete in vacanza ? Potreste anche essere in grado di fare entrambe le cose ma solitamente sarà il vostro fisico a prendere la decisione giusta e voi, a volte, potreste non apprezzarla.
Ricordate – Programmare delle pause migliorerà la vostra immersione e potrà farvi prevenire lo stress. Ciò significa che per ogni punto cruciale o importante per esempio prima di equipaggiarsi, in superficie prima di scendere, quando raggiungete il fondo, prima di iniziare la risalita, durante la sosta di sicurezza ed ancora quando riemergete semplicemente seguite i seguenti consigli
Ricordatevi
– Quando affrontate una difficoltà in immersione ci sono alcune procedure
standard da seguire per ridurre lo stress e poter risolvere il problema
sott’acqua.
6) Mute protettive inadeguate Il
Problema – Una muta protettiva
leggera implica poca zavorra e maggiore libertà di movimenti. Sfortunatamente
questo potrebbe causarvi seri problemi ipotermici anche in acqua che ritenete
calda. Inoltre la protezione da eventuali ferite o graffi è estremamente
ridotta. Ricordatevi
– Non lasciatevi convincere che esistono neoprene speciali che pur essendo
sottili garantiscono alta termicità. Le mute umide sono costruite di neoprene
(si spera scegliate quello di elevata qualità) una gomma composta da cellule
chiuse comprimibili ma indeformabili che varia nello spessore. Se siete
fortunati troverete certamente una muta adeguata alla vostra taglia,
diversamente sarà meglio provvedere a farla fare su misura. La garanzia del
calore è data unicamente dalla seguente ragione: l’acqua che entra nella
muta (prevalentemente attraverso la cerniera) acquisisce il vostro calore
corporeo (quindi si scalda) e successivamente in un processo di scambio
termico si mantiene a “temperatura” garantendovi termicità. Questo
ovviamente se non entra altra acqua fredda e ciò dipende principalmente da
come vi calza la muta che deve essere aderente ma non stringere. Verificate
soprattutto che i polsini e le cavigliere siano ben aderenti e non larghi. In
profondità il neoprene si comprime (comprimibile ma indeformabile ricordate
?). Questo significa che se partite con una muta da 3 mm in superficie, vi
troverete a 30 metri (4 bar) con indosso una protezione analoga a quella di un
foglio di carta. Da ciò ne deriva che l’isolamento termico (in particolare
per conduzione) sarà nettamente peggiorato.
Ricordatevi – seguite queste raccomandazioni in relazione alla temperature dell’acqua:
7) Mal di testaIl
Problema – Il mal di testa
durante o dopo un’immersione può essere causato da vari fattori. Il più
comune è il ridotto scambio gassoso (ovvero cattiva respirazione o scarso
erogatore) che causa un aumento dell’anidride carbonica in soluzione
nell’organismo. Inoltre ansietà, compensazione inadeguata, problemi di
sinusite, acqua fredda sulla testa e sul collo, stress fisico o tensione
muscolare, in particolare localizzata nell’area della schiena e del collo
spesso causati da un posizione di nuoto subacqueo non corretta, da una
attrezzatura larga, ingombrante, pesante o non adeguata nella taglia, ustioni
da sole, maschere o cappucci troppo stretti, stringere troppo il boccaglio
dell’erogatore, non aver assimilato cibi o zuccheri, disidratazione,
aver abusato di alcool, scarsa qualità dell’aria e nelle donne,
problemi legati al ciclo mestruale. Ricordatevi – la prevenzione e la cura sono in diretta relazione alla causa del mal di testa. Comunque per ridurre gli effetti del mal di testa da immersione seguite i seguenti passi:
8) Assenza di compensazioneIl
Problema – Non riuscire a
compensare correttamente potrebbe far cessare anzi tempo la vostra immersione.
Grosse malattie da raffreddamento o infiammazioni alle vie aeree possono
influenzare negativamente la capacità di compensazione. Ricordatevi – per compensare meglio potrebbe essere utile:
Ricordatevi
– Ci sono diversi trucchi che utilizzano l’acqua salata. Alcuni sono
efficaci per alcuni sub mentre per altri non funzionano. Comunque se avete
problemi potete provare quanto segue:
Ricordatevi – La pulizia delle orecchie potrebbe essere un fattore di aiuto più psicologico che fisiologico. Spesso i principianti non riescono a compensare senza una ragione logica o oggettiva. In questi casi è stato dimostrato che gli stessi non manifestano problemi se scendono in acqua direttamente a fianco dell’Istruttore. In questi casi occorre rivolgere l’attenzione agli episodi di stress mentale piuttosto che alla fisiologia della compensazione.
Ricordatevi
– Il primo passo per risolvere questo problema è scegliere una maschera
realmente adeguata al vostro viso. Questo significa recarsi in un negozio
subacqueo professionale e provare molti modelli di maschera. Il test
dell’inspirazione non offre
garanzie al 100% di tenuta all’acqua. Altri fattori possono concorrere
(barba non fatta, boccaglio grosso dell’erogatore con conseguente
arricciamento del labbro superiore etc.). Ricordatevi
– Per prevenire l’appannamento dovrete pulire la maschera prima di
utilizzarla con appositi liquidi in vendita presso i negozi specializzati
oppure utilizzate dentifricio non granulare. Prima di entrare in acqua
utilizzate un liquido anti-appannante oppure uno shampoo neutro per bambini
diluito in acqua o sapone liquido. Sputare nella maschera, di per sé,
potrebbe non essere efficace. Ricordatevi – Se la vostra maschera continua ad appannarsi anche dopo questi trattamenti, lasciate un po’ d’acqua all’interno che spurgherete durante l’immersione. |