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BOMBOLE : ACCIAIO O
ALLUMINIO ? La bombola costituisce il "fulcro" di tutto il sistema ARA; senza di essa saremmo costretti a scendere sott’acqua portandoci appresso un contenitore di almeno sei metri di circonferenza (con ovvi problemi di assetto e di idrodinamicità) o mantenendo un costante legame con la superficie sotto forma di una specie di cordone ombelicale, proprio come i palombari di una volta.
La bombola, invece, ci consente di nuotare liberi come
pesci in quanto capace di contenere adeguate quantità d’aria con un
minimo ingombro. Salvo alcuni prototipi sperimentali realizzati in
acciaio inox o in fibre composite, tutte le bombole attualmente disponibili
sono fatte o in acciaio (una lega di acciaio al cromo-molibdeno) dal
fondo sferico che quindi necessitano di un fondello per rimanere in piedi o
in alluminio (lega di alluminio con magnesio, fosforo, silicio e
manganese) a fondo piatto. Presso i diving gestiti da europei sono
generalmente più diffuse le bombole da 15 lt. in acciaio, mentre laddove è
la mentalità americana a predominare prevalgono le bottiglie in
alluminio da circa 11 lt. CAPACITA’ E DIMENSIONI
DELLE BOMBOLE E’ da notare che, nel Nord America, la capacità
delle bombole viene espressa come quel volume che l’aria sotto pressione
in esse contenuta occuperebbe se fosse libera di espandersi a livello del
mare e le bombole d’alluminio più comuni per l’immersione ricreativa
sono quelle da 80 piedi cubi (poco più di 11 lt.). In Europa, invece, la capacità delle bombole viene
espressa in litri e corrisponde al volume interno della bottiglia;
moltiplicando questo volume per la pressione di esercizio della bombola (in
genere 200 atm.) si può facilmente determinare la quantità d’aria
disponibile: ad esempio, un 15 lt. caricato a 200 atm. ne contiene circa
3000 lt ACCIAIO E ALLUMINIO
Ciò potrebbe far pensare che, essendo più pesante,
con una bombola in alluminio sia sufficiente meno zavorra in acqua, ma
purtroppo invece avviene l’esatto contrario. Sembra incredibile per un oggetto destinato all‘uso in acqua, ma il pericolo numero 1 è proprio l’umidità, in quanto essa agisce come catalizzatore nel processo di ossidazione ed il sale, in quanto igroscopico (attrae l’umidità), peggiora la situazione.
L’ossido d’alluminio
si presenta sotto forma di fine polvere bianca; se se ne forma una certa
quantità all’interno della bottiglia, in determinate condizioni, magari a
causa degli urti che la ‘’scrostino’’ continuamente dalle pareti. Questa
polvere potrebbe intasare il filtro sinterizzato del I° stadio
dell’erogatore, determinando un blocco più o meno parziale al passaggio
dell’aria. Entrambi i materiali possiedono pregi e difetti così
che non è possibile dichiarare quale dei due sia in assoluto migliore
dell’altro. Di seguito vengono pertanto riassunte le
caratteristiche principali dei due metalli:
RUBINETTERIE
E' quindi la rubinetteria che identifica la parte tecnica dell'azienda e come sapete vi sono varie tipologie di valvole: mono e bi-attacco, esclusivamente int (con orifizio piccolo) oppure DIN-INT (orifizio esagonale). Queste ultime sono predisposte per agganciare erogatori per l'appunto del tipo standard (brida INT) oppure DIN (filetto maschio). Sappiate che una normativa vigente sull'aria compressa imporrebbe, qualora si superi la soglia dei 200 BAR di utilizzare attacchi filettati ovvero DIN.
Massimo rispetto ed attenzione quindi alle rubinetterie. Pochi consigli serviranno per evitare guai e risolvere problemi. Oltre a controllare l'OR esterno (e nel caso anche quello interno), evitate di serrare i pomelli all'inverosimile e dopo aver aperto l'aria, PRIMA DI ENTRARE IN ACQUA, guardando il manometro, fate uscire aria da un secondo stadio pigiandone il pulsante di spurgo per un attimo. Spesso si verifica una apertura incompleta del rubinetto a causa della spalatura del pomolo sul suo alberino di tenuta ovvero voi pensate di avere aperto tutto ed invece non siete neanche a metà. In questo caso noterete un abbassamento della lancetta del manometro contestuale alla fuoriuscita dell'aria dall'erogatore. A meno che non abbiate il filtro sinterizzato del 1° stadio parzialmente occluso, il problema potrebbe derivare proprio dal rubinetto che voi credete aperto ma non lo è. BOMBOLE PER MISCELE NITROX o ARRICCHITE di OSSIGENO L'avvento della subacquea tecnica ha introdotto sul mercato bombole destinata a contenere percentuali più elevate di Ossigeno. Essendo questo gas "il comburente" per eccellenza ed essendo estremamente sensibile al riscaldamento e a particole contenuti in oli o idracarburi incombusti, le bombole e le rubinetterie si sono dovute adeguare al fine di evitare "inneschi" con conseguenti incendi ed esplosioni. La tipologia di bombole varierà dal tipo di ricarica che viene effettuata per la miscela arricchita: ovvero per pressione parziale (immissione diretta di Ossigeno puro nella bombola e conseguente parzializzazione con aria da un compressore) oppure pre-miscelazione dove l'ossigeno entra all'interno della bombola in percentuale superiore al 20 % ma già miscelato all'aria. Fermo restando che gli studi recenti e le sperimentazioni della NASA americana hanno confermato che tutti gli equipaggiamenti subacquei standard e le valvole sopportano benissimo percentuali di Ossigeno fino al 50 % senza inconvenienti, questi sono i fattori di sicurezza ai quali attenersi. BOMBOLE
ADEGUATE A MISCELE SUPERIORI al 40% DI OSSIGENO oppure CARICATE A PRESSIONE
PARZIALE BOMBOLE
ADEGUATE A MISCELE FINO AL 40% DI OSSIGENO oppure CARICARE SEMPRE CON SISTEMI
DI PRE-MISCELAZIONE IN CONCLUSIONE: non azzardatevi a caricare miscele arricchite di ossigeno all'interno di bombole dove, anche solo una volta, potrebbe essere stata caricata normale aria da un normale compressore. Siete a grande rischio di incidente. |